
La pittura a olio su tela è la tecnica che prediligo, talvolta sostituita dal pastello sul cartone, ma il tratto è sempre il medesimo, lo stile è realistico. Scelgo queste due tecniche perché la prima si presta alla composizione del dipinto, in quanto partendo da un’idea iniziale, ti permette di cambiare immagine di volta in volta, è quindi una tecnica riflessiva che ti porta pian piano al risultato finale.
Ti permette di arrivare, volendo, alla perfezione delle figure, decidendo il numero di passate che si vogliono dare.
La seconda tecnica mi serve per capire e vedere subito il soggetto che verrà raffigurato, in quanto il pastello dà risultati quasi immediati, senza dover ripassare successivamente sulle zone già dipinte.
Il mio genere è un figurativo surrealistico che cerca di raccontare storie ed emozioni nascoste. Il racconto si svolge o in contesti paesaggistici onirici, evocativi e surreali oppure in contesti semplici, raffiguranti individui con le loro ombre.
Quando dipingo soggetti in paesaggi svolgo una ricerca introspettiva del ricordo: il giovane soggetto ne è il protagonista. Questo occupa la parte principale di una scenografia creata con una vecchia casa talvolta diroccata (stando a significare un tempo che ormai è passato), una vegetazione incolta, arricchita di oggetti simbolici e animali che hanno avuto un particolare senso in quella storia. Cerco di proiettare lo spettatore in una dimensione subconscia, nella sua memoria creando un ambiente surreale.
Il dipingere invece personaggi con le loro ombre, mi permette di andare oltre all’apparenza, oltre alla prima occhiata. Vediamo il protagonista in una determinata posa, sguardo sempre pensieroso, con dietro un’ombra che pare la sua ombra fisica, ma che invece proietta altro, il suo sentire, la sua personale essenza, quella che a prima vista non si riesce subito a percepire, ma che si capisce andando più a fondo, conoscendo la persona, il suo vissuto e i suoi desideri, paure, aspettative.
La realizzazione delle opere avviene partendo sempre da foto di soggetti giovani, scelgo un contesto, e dei simboli, a seconda della storia che voglio raccontare e poi dipinti in un’unica scena. Le sedute di pittura sono diverse: cerco di dare almeno tre passate a tutti gli elementi del dipinto, a volte, se non trovo soddisfazione, mi ritrovo a ripassare anche 5 volte il soggetto protagonista, che deve raccontare e quindi ha bisogno di essere il più possibile credibile.